mercoledì 16 febbraio 2011

autoscopia /

Umide le labbra a Mezzanotte
con vento ventriloquo e mal-di-ventre, mentre
il primo calore del giorno esplode di ansie misto-gialle.
la Wirrwarr mattutina/notturna dell'onironauta eccitato
ed il falso risveglio di un Febbraio che febbraio più-non-è.
Le nostre agitazioni, Angoscia cara, come un gramo pranzo
e la febbre e la sete e la fame di elettricità
di Martedì come di Domenica.



ED IL SANGUE NELLE VENE ?




La matematica del primo pomeriggio, i cristalli di caffè
che non hanno voglia di eccitare - o che non hanno voglia e basta.
Come in un'orchestra di salme catalettiche,
sono ammassate le Molestie del Temponontempo.
E le parole di maionese, frasi alla carota, acqua no gas
blablabla l'invenzione del Kinetoscopio, la nascita del cinema.




L'Universo Dietro Casa, gli alloggi dei fastidi divertenti
per calcoli scorretti e nervi moderati.
Fuggiremo, Angoscia cara! in cenere gli abiti luttuosi
e gli intestini tinto-blu come polmoni invalidi.
Dormiremo di Martedì come di Domenica,
senza crisi sotto le unghie, senza filosofie per vuoti amplificati.
Un funerale senza lutto, senza lagna, senza morto.





                                                                                                    - msquallor -

domenica 26 dicembre 2010

tutta colpa degli Zombie Lovers

riflettevo.


Io nelle persone non ci vedo nulla. O forse ci vedo soltanto un po’ di tristezza, dipende dai giorni.

(Crollo-di-vuoto, persino stasera.)

Molti potrebbero riassumere il Vuoto in una mediocre forma di pessismismo cosmico, ma al di là della loro ironia leopardiana credo piuttosto che tutto sia niente, che ciò che per noi ha un signficato e quello che ci è indifferente siano in realtà la stessa identica cosa: Nulla.
Siamo vuoti, vuoti come barattoli di cioccolata e i pacchetti di sigarette dei bulimici nevrotici Adepti della Camomilla Biancolilla. Viviamo di bianchi che tingiamo di Nero per noia, di grigiori talmente uggiosi da provocar pioggia al posto delle lacrime ( perché in realtà non sappiamo piangere – ma neanche ridere- ). E come potremmo, d'altronde, saper fare qualcosa?
Potremmo tingerci di verde, imitare gli alberi e perderci nei parchi, spezzarci le dita e morderle aspettando l’ora di pranzo, o persino imbalsamare i nostri cani e attaccar loro rotelle sotto le zampe ( Giocattoli per Bambini Cresciuti Male ): continueremmo comunque ad annoiarci e ad annoiare il Tempo.
Potrebbe scender Nebbia per anni, aumentare il numero dei suicidi, disintegrarsi la Luna, e noi rimarremmo impassibili di fronte a vene che esplodono ed unghie che cadono.
Tutta colpa degli Zombie Lovers, pensavo un giorno:

Ascoltavo “Just like honey” dei Jesus and Mary Chain, arrivando all’ultima sigaretta di un pacchetto troppo poco longevo. Il letto era disfatto da settimane ormai, le lenzuola sporche di insonnia e ovunque l'odore di Apocalisse Giornaliera che alienava qualsiasi stimolo: non ricordavo cosa fosse la Fame, o cosa fosse la stanchezza. Non ricordavo nemmeno cosa significasse 'comunicare', e soprattutto mi sembrava inutile farlo.

Era fine Luglio, i giorni non finivano mai e le notti duravano più dei secoli. Gli Zombie Lovers dormivano nei loro letti tiepidi con i capelli intrecciati. Sicuramente si guardavano negli occhi con il sorriso degli Attori dei Biscotti e delle Merendine, controllando che le loro mani fossero abbastanza vicine da sfiorarsi respirando e i loro volti nella posizione più adatta a resistere fino al mattino.
Le labbra umide degli Zombie Lovers: “Forse il mondo potrebbe fare a meno di sgretolarsi, per oggi ”, 

Gli Zombie Lovers si addormentano insieme sperando che una bomba esploda proprio nell'istante prima di addormentarsi, così da eclissare Ieri e Domani, entrando nell'unica Frazione/Dellanotte capace di avvicinarsi alla 'perfezione da vocabolario': “la perfezione dell’infinito amore che voglio darti stanotte, prima di divorarci a vicenda come cannibali affamati”.



Un giorno non si ameranno più, e forse sarà domani. Magari vorranno strapparsi la lingua, soffocarsi a vicenda pensando a quanto la loro bellezza non valga nulla in mezzo all'infinita Tristezza di cui vibra la loro carne. La Tristezza del Mai, perché del Sempre si sono stancati; la Tristezza del "Basta", perché dell’"Ancora" ne hanno avuto abbastanza; La tristezza dell’odio, perché stanno morendo anche le ultime carezze.
Ed è per questo che odio gli Zombie Lovers: finiranno per disprezzarsi, o peggio ancora, per ignorarsi.
Arriverà l’Indifferenza e si nutriranno di Nulla.

Ma la mia non è invidia, e non è gelosia: la mia è rassegnazione, è pietà, è ribrezzo. L’orrore per qualcosa che non può più esser bello, ma neanche sgradevole; qualcosa che può soltanto essere Niente, perché non esiste dell'Altro.

Detesto la domenica. O magari, sono solo i giorni della settimana a farmi odiare qualcosa che non è altro che polverosa muffa.
                 
                                                                                                              
                                        
                                                                                                                               -msquallor-

sabato 11 dicembre 2010

U/D


Mi diverte ripensare a come ho scoperto che dopo la virgola ci fosse bisogno di spazio;
e stasera, neanche la Melatonina sembra fare effetto. Tutto è così bianco che il buio non compare neanche ad occhi chiusi.

Un cervello così estraneo e le gambe che lentamente muoiono sul tappeto:
Dicembre che scivolandospacca i vetri e le mani persino quando le luci piangono scintille : continueranno a mentirci i mesi invernali, mentre addolciremo con zucchero i pomeriggi nelle vasche bollenti. E nel frattempo gli Altri dormiranno a distanza di giorni, masticando polveri di pasticche biancolilla e disegnando cubi nei sospiri.

" Ingoieremo i nostri sonni quando avremo bisogno di non annoiarci. "

Eppure stanotte ho bisogno di Questo, mentre aspetto di farmi Blu
e i miei digiuni saranno saziati dall'infinita indifferenza delle occhiaie del Lunedì.

Forse potrei adottare un Corpo Nero, aspettando il decimo Nulla-di-Nulla, canticchiando quelchedovrebbe rimanere stonato fino a dopodomani, quel che dovrebbe finalmente morire, invece di consumare polmoni e briciole di pelle:
dovresti soffocare nel Latte, per colazione.

Ripenso ad un Giornoqualunque:

"Il tempo non concedeva limiti o spazi, tutto fluiva come un eterno Venerdì, e si rincasava quando la luce cominciava a farsi gialla/grigia. Un vecchio fumava la pipa e parlava con un tronco: beveva troppo e per non si sa quale assurdo motivo, aveva così perso una gamba. Non andava da Nessunaparte e nessuno voleva guardarlo. Era uno di quei mostri che la gente finge di ignorare - come se evitando di fissarli si facesse loro un piacere: come se dimenticandoci della loro esistenza potessimo inqualchemodo redirmeli dal loro Male -
Ma d'altronde "Le Cose Scomode e che Nonsiusanopiù" vengono riposte sempre nei piani alti, dove è facile scordarsi di averle possedute. "

La mattina per colazione ci delizieremo di legno e vernice, mentre gli alieni atterreranno nel campo dietro casa. Un minestrone di sigarette e redbull, per poi vomitare inchiostro al sapor di miele e fango, così denso da bloccarsi in gola.

Sarebbe troppo facile soffocare così, e qualcuno potrebbe ironizzare mentre ingoia del vero gustosissimo fumo.
Non se ne parla di dormire, quando fuori ci sono gli alieni!

e di Noi, adognimodo, si dimenticheranno persino la pioggia e le mosche .


" Credi che avremo più fortuna, un giorno?"
" Certo che ne avremo, quando saremo morti."

                                                                                      
                                                                                                        -msquallor-

sabato 6 novembre 2010

0%


Erano anni (credo) che non ascoltavo attentamente i Joy Division. Questa mattina, dopo così tanto tempo, mi sono ritrovata albeggiante e (non)letteralmente immersa in una Shadowplay che non avevo mai sentito prima d'ora. Avrei voluto alzare il volume al massimo ed addormentarmi sul divano come se avessi passato mesi senza chiudere occhio. Lasciarmi galvanizzare insieme ai minuti e secondi tutti uguali che banalizzano quelle ore che nessuno prende mai in considerazione. I letti sono sempre troppo vuoti o troppo affollati, le coperte troppo pesanti o troppo vanesie: quel che ne viene fuori con una certa ironia, è il ritrovarsi consumati anche dopo sedici ore di sonno. Ma questa mattina avevo addosso una sensazione diversa, una di quelle che ogni tanto dimentico di possedere o di aver posseduto almeno una volta nella vita : la certezza di non aver bisogno d'Altro, solo di una TREGUA. Chiudere gli occhi senza pensare ad un Qualcosa che mi terrà compagnia fino alla prossima pelle gradevole-canzone triste-immagine/catarsi.
Dissociarmi da Mestessa, dal mio corpo, dalla mia 'maschera' di finta-semi-stabilità cronica.

D o r m i r e , senza sperare pensare ipotizzare presumere concludere.

Quelchedibello è rimasto, non ha bisogno di addormentarsi con me, o di spegnersi come la luce del corridoio quando ormai non è più cosìnotte o cosìgiorno. Semplicemente è sotto il mio maglione, tra i miei capelli, sulla lingua, tra le mani, qualcosa persino sulle labbra. Gli occhi negano la brutalità del tempo/nontempo, vorrebbero saziarsi dell'Infinitevole Egoismo del Sentimento.
Ma io conosco bene il Limite del Benessere, e probabilmente continuerò a fingermi un'equilibrista in bilico tra quel che fù possibile e quello che non lo sarà mai ( è il destino dei Freddi Antipatici che hanno vissuto sul Tuo cuscino e sulle Tue gambe ).
Non è che il sole mi sembri così meritevole di attenzione, ma stamattina ho l'impressione che siano grigi anche i miei capelli. Quei colori che non vivacizzano le cose intorno a noi, ma distruggono la nostra percezione della Delizia.

Non tingere di grigio le nuvole oggi,
ci penserà l'Inverno.



L'Autunno mi piace perchè un po'mi assomiglia: anche lui deve decidere da che parte del Limite stare.
Considero banalmente inutili i meccanismi di difesa ( inconsci, ovviamente ) delle persone Felici: pensano che sorrisi e calore rimangano incollati ai loro rosa/gialli pastello per un tempo sufficiente a renderli intoccabili, ma la verità è che hanno solamente troppa paura di Dormire.
Quando siamo innamorati, ad esempio, il disordine e il mangiarci a vicenda ricordano un qualunque piacevole film. Per intenderci (ahah), quei classici film che la tv trasmette ogni tanto il sabato pomeriggio, meritevoli d'attenzione soltanto perchè comodi e spensierati come i bambini mentre ascoltano la stessa favola ogni sera.
Le labbra, le mani e la pelle dell'altro ci appartengono come i nostri stessi organi, i nostri stessi bisogni ; e vorremmo cibarci dei nostri amanti, della loro carne, divorarli ed ucciderli.
Questa sorta di Cannibalismo ci annichilisce come la notte alle 5 del pomeriggio, ma è così che fanno e facciamo tutti, ed è così che finiranno gli Zombie Lovers di questo lungometraggio troppolungo/troppocorto.
Ovviamente, i discorsi-pensieri delle otto del mattino non hanno un vero e proprio senso - come potrebbero? - ma No Love Lost è come latte e caffè .
Quelchepenso oggi, e che per me in primis risulta indecifrabile, non meritava la scrittura assopita del Momentomorto, ma neanche una distrazione aldilà del 'Basta'.
I Joy Division non c'entrano un cazzo alla fine ( nemmeno i colori ed il sonno in realtà ), ma alla Fin-Fine nulla c'entra qualcosa con qualcos'altro : semplicemente cerchiamo di elencare modificare sintetizzare quelchevogliamo/chenonvogliamo per semplificare il Kaos che ci disturba cosìtanto.
Sì ok, sto negando l'innegabile, o meglio ancora: mischiando il nero con il bianco.
Il Grigio di oggi somiglia a quello di ieri, ma stamattina il Limite sembra meno manicomiale.

Da piccola disegnavo i contorni di Tutte Le Cose con il pennarello nero.
I colori 'veri' servivano solo a riempire le varie sezioni.

                                                                                              -msquallor-

martedì 26 ottobre 2010

Homage to R. Schwarzkogler //



L'assenza di Luce rende ancora più inutili le pareti di una casa così pienamente v u o t a.
"Fuori non era particolarmente freddo, ma il sangue sembrava fermo all'ultimo sospiro accaldato; non voleva scorrere ed arrivare alla Meta come fanno Tuttelecose meritevoli di E S S E R E. Il grigio dei marciapiedi non faceva altro che confodersi con il colorito della mia pelle, e delle Altre: oggi."
 Un uomo cieco con il bastone a mo' di accessorio sembra sfiorarmi (elimino il passato remoto//non remoto e privo di tempo, in realtà ) ; probabile che la mia inconsistenza giornaliera abbia confuso i sensi rimasti : nebulosa ed invisibile come Gas Distratto.
La porta del bagno non fa rumore oggi, le lacrime sì.
"Rimasi immobile nella finta stabilità del nonsenso creatosi nelle bolle di fumo vicine allo schianto. Persino il pavimento schifa la nostra snervante esistenza. Non c'erano mani,e non ci saranno domani. Alle cinque del mattino potrebbe crollare il soffitto. Il posacenere carico di prove : qualcuno oggi deve essere passato di qui."
Dividersi corpi come fosse un passatempo più egoista del tempo stesso, mentre si allaga la stanza ed affogo lasciando i Nervi liberi di  macellare polsi e denti. La mia "malattia" non coincide con la Confusione : è la mia 'parte sana' ad aver bisogno di rimuovere persino le Cose Belle che sopravvivono al Domani e alla Mattina.
Tutti potrebbero meritare il Male, e chi non consuma lacrime come sorrisi è semplicemente un figlio dell'Apatia Condensata; l'anomala non-forma delle gambe in movimento, mentre lo sfondo vibra di noia.
Il Male è il Bene più innocente che io abbia mai sperimentato :
è abbandono, abisso, impotenza, sesso, sottomissione, masochismo, arte per la bocca
e per gli occhi ( di chi riesce ancora ad aprire entrambi ).
Si allontanano le luci, e persino ad occhi chiusi le vedo eclissarsi. La strada improvvisamente vuota, come se Tutti fossero rientrati nelle proprie case prime dall'alba : Coprifuoco del Martedì ( o Mercoledì, a questo punto non vorrei più saperlo ). I morsi, la pelle martoriata come tela di un quadro : L'Opera d'Arte intrisa di puro dolore, senza alcuna dolcezza di convenienza. Niente amore, nessuna carezza ora che la vorresti. Godere delle uniche certezze che il buio riesce a regalare quando Niente/Nessuno balbetta tenerezze consciamente terapeutiche. Riuscirò a camminare domani mattina, quando la folla sarà la Comparsa della solita scena ripetuta Infinitevolte.
E tu non potresti seguire queste parole nemmeno se ci provassi davvero, perchè perderesti la memoria della parola precedente a quella successiva non appena superato il limite di estensione mentale per giovani idioti fortunati ( ebbene sì, vorrei la fortuna di chi corrode gli altri senza vedersi Acidamente Verde Pomeriggio )
Decidiamo che per un giorno ( o anche meno, se vogliamo ) saranno la Repressione e l'Odio a vincere sul Buongiorno e sulla Buonanotte dei terroristi del Mercoledì : l'asfisia sarà la sveglia degli "Uomini che si addormentano felici e senza curare i loro Passati", e gli innamorati verranno mutilati prima di addormentarsi nei loro letti troppo stretti.
I ciechi riusciranno a vedere Me e Tuttelecose che non possono detestare perchè troppo Nere per loro 'sfortuna'; ed io siederò al solito posto attendendo che si scaldino anche le mie mani.
La crudeltà del Quotidiano come una C A R E Z Z A sulla pelle grigia; garze sterili, Aurora Asettica, gomma ed elettricità. Dovresti proprio farti del male, diventare una Martire incolore e mangiarti le mani.
Nessuna Croce vale quanto il mio scheletro elettrico:
vene come cavi isolanti,sangue di milliwatt .

Buonanotte alle tue mani calde.
                              
                                                                                                                 - msquallor-


venerdì 8 ottobre 2010

Biancolatte, dormi stanotte



sembra Lontano
quando precipitano le luci-luccicando.

danza il pavimento, mentre le pareti divorano il Resto.
crollasse il soffitto, sopra queste lenzuola .

mi addormento digrignando i denti
esibendo emicranie sane come l'astinenza.
sembra Lontano,quando dormo

corre come corrono le scie luminose /come i secondi quando non bastano,
spegni la luce,e vattene:
Fuori sarà comunque mattino,
sarà ora di invadere i marciapiedi, di stringerci le braccia le notti d'Inverno.
ci saranno strade illuminate, pioverà e cadranno palazzi,
brilleremo e ci spegneremo insieme ai lampioni.

ed io camminerò controllando l'equilibrio dell'intero continuum spaziotemporale.
Saremo soli, ma opalescenti.
arrederemo un Corpo Nero, assorbendo vuoti/di/stomaco.

sembra Lontano, stanotte.
e come potrebbe, d'altronde
nonesserlo.



                                                                                                         - msquallor-

martedì 28 settembre 2010

quando vorrai una tisana di Martedì, ci sarà la pioggia.

io la Bellezza,non l'ho mai vista.
Sono sempre stati Gli Altri a volermi convincere della sua esistenza.
la Bellezza non è altro che l'ideale di ciò che inconsciamente ci ricorda noi stessi :

le cose che ci piacciono sono replicanti delle nostre inclinazioni e delle nostre predisposizioni,
rappresentazioni mal/riuscite di deduzioni ed impressioni.
la Bellezza, io non l'ho mai vista. L'hai sempre vista tu per me.

la mia congettura di bellezza rimane chiusa in un circolo temporale, fatto di secondi e minuti organizzati a mo' di figura retorica polittotica. - ad esempio - è Bello riuscire a ricordare perfettamente un brevissimo istante di benpiùnota felicità. è Bello il momento in cui puoi rivivere sensorialmente l'ultimo sorriso fatto per-no-nulla, l'ultima occhiata vigile e non-indifferente che hai dato all'Universofuoridiqua.
Chi vive del suo stesso essere/esistere, della sua immagine e del suo significato concreto, non può realmente
percepire la Bellezza oggettiva.
può soltanto nutrirsi per pochi istanti di ciò che le rassomiglia.
possono essere segmenti spazio/temporali, memorie ingoiate come pastiglie, torcicollo cronico da "nonricordopiù".perchè quando richiamiamo alla mente qualcosa, non facciamo altro che seguire il solito copione da dramma-non-drammatico, guardando verso destra consapevoli di non vedere Nulla.
quel che volevamo vedere, quel che cercavamo : la Bellezza, se n'è già andata.

e allora un muro bianco, un muro rosso, una parete vuota ed una scritta. una coperta, un cuscino più truccato del viso stesso, l'inizio di una canzone, la frase di un film che non ti convince più, persino lo specchio in cui ogni mattina ti sistemi la faccia, riportando l'occhio al suo posto - accanto al sinistro - e la bocca sopra il mento. il pavimento freddo quando cerchi le ciabatte sotto al letto, la testa che pesa come se dentro ci fosse ancora qualcosa di utile, le spalle che non hanno idea di come rilassarsi e la sete d'acqua che però non soddisfa il grigiore del mattino lunedì-martedì-mercoledì. c'è qualcosa di vagamente lilla nei ricordi;
come trovarsi in mezzo al Niente più colmo dell' Intero.

immagino sempre un processo inverso di creazione, decomponendo la notte, la mattina ed il Resto.
perchè io la bellezza non l'ho mai vista.

un tempo mi svegliavo, e vedevo Qualcosa : godevo stringendolo a me.
Non ordinavo un ricordo, non rievocavo ciò che appartiene ormai a Ieri, ma vivevo Oggi.
Oggi sarà così, e non vorrei nient'altro.

oggi : quindi richiudi gli occhi se ci riesci. non sorridere perchè poi smetterai, fra un pò.
non mangiare quel che ti piace, perchè poi ingrasserai, non fumare e non bere.
Finiranno tutte le cose che ami, e capirai dove e come muoiono i giorni.
Oh, come desidero l'indifferenza oggi !

Scrivimi una frase che mi ricordi cosa significhi "Bello", cos'è contrario a Mestessa e Domani.
Un giorno potrei non avere più foto o immagini, potrei voler sorridere di nuovo, dimenticando Il Poco che sta all'infuori di me.

perchè qualcuno un giorno diede forma alla stanza.
Plasmò settimane apatiche che terminavano con porte chiuse e finestre aperte.
Eliminò la neve, o perlomeno, la rese calda e zuccherata.
tanto buona da poter essere mangiata,tanto evanescente da non ingrassare.
Qualcuno disse " è questa la Bellezza ", e mi fece capire che potevo stringerla per un pò.
Non sarebbe durato fino al Mattino, ma il tempo di una sigaretta.

e quel processo inverso, il Big Crunch.
basta che sia vero, basta che sia già giorno senza che debba concedermi claustrofobiche pause.
Geometrizzare l'Universo: vorrei rimanere Fuori, vorrei il Resto.
poi chissà perchè, la bellezza io non l'ho mai vista.
l'hai sempre/e/solo vista tu,per me.

concludiamo questo no-nulla con qualcosa che valga 0.
Diamo senso all' 'amor proprio' , ricordandoci per quale assurdo caso sia nato l'Egoismo Umano Dei Vuoti.




                                                                                                  - m.squallor-